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Messina: Tra Radici e Futuro, una Visione per la Rinascita

Messina: Tra Radici e Futuro, una Visione per la Rinascita

Intervista al Professore dell’università degli studi di Messina, Filippo Grasso.

Messina non è solo un punto geografico, ma “radice e punto di partenza” che affonda la sua identità tra la forza dello Stretto e la protezione della “Matri da Littra”. In questa intervista, emerge il ritratto di una città resiliente, genuina e sostenibile , che nonostante le ferite della storia possiede un patrimonio architettonico e culturale di immenso valore, ancora in parte inespresso. Attraverso un’analisi che unisce l’esperienza accademica alla passione civile, viene delineata una strategia per il futuro: trasformare il turismo in un autentico motore di sviluppo integrato, scommettere sulla rigenerazione urbana e, soprattutto, investire nel capitale umano. Un invito ai giovani a non attendere il cambiamento, ma a costruirlo, affinché Messina possa diventare, entro i prossimi dieci anni, una città moderna, verde e inclusiva, capace di offrire ai propri figli le ragioni per restare.

Che rapporto ha personalmente con Messina anche in relazione al suo legame con Taormina?
Messina è radice e punto di partenza. È la città dove tutto ha avuto inizio, la famiglia, le amicizie, i sogni. Gli studi universitari sull’economia del turismo e delle politiche turistiche di governance e la carriera universitaria mi hanno fatto conoscere l’identità di una Città che si è sempre rialzata con orgoglio e coraggio, nonostante guerre, terremoti e invasioni. I messinesi sono persone sensibili e dal cuore nobile e hanno come punti di riferimento, da sempre, lo Stretto e a “Matri da Littra”. Taormina resta sempre una bussola come la capitale del turismo che sin da bambino pienamente vivo per via della mia famiglia di origini inglesi.
C’è un luogo di Messina che per lei rappresenta la città? Quale significato ha per lei?
Per me il luogo simbolo è lo Stretto, dove tutto ha inizio. Messina è una Città di Mare, dei due mari con il sentiero dei peloritani “dei due mari”. Messina va vista dal mare. Una città che ha un patrimonio storico culturale e architettonico di immenso valore ma potenzialmente inespresso, nonostante gli sforzi di rigenerazione e di rinascita culturale. Preferisco parlare dell’attrattore turistico “Stretto” perché è la nostra identità, le nostre origini. Il porto, la zona falcata, a volte mi consegna la sensazione di un’immagine di Città aperta, ferita ma sempre pronta a rinascere, nonostante la statua della Madonna della lettera che accoglie, messinesi, turisti, pellegrini, viandanti, escursionisti-crocieristi e naviganti.

Se dovesse descrivere la città in tre parole oggi, quali userebbe e perché?

Le tre parole che descrivono Messina sono: Resiliente, Genuina e Sostenibile. Resiliente, perché ha coraggio di ricostruire e di rialzarsi nonostante tutto. Nonostante i cambiamenti si conferma Genuina, perché conserva un’anima sincera, nonostante i cambiamenti. Sostenibile, perché vive tra passato e futuro, tra mare e terra, tra silenzio e movimento.

Le priorità strategiche per costruire un futuro migliore per la città

Messina ha bisogno di una visione di sviluppo chiara e condivisa. Le priorità strategiche devono concentrarsi su tre assi fondamentali: la rigenerazione urbana e ambientale, la valorizzazione del sistema portuale e logistico, e il rafforzamento del capitale umano e dell’innovazione digitale (hub tecnologico scientifico).

l progetto che accenderei domani mattina

Avvierei un programma integrato di visione urbana, volto a restituire centralità ai quartieri e qualità alla vita dei cittadini. E poi, l’idea di un hub turistico-culturale che diventi un polo attrattivo per i tanti viaggiatori che arrivano a Messina e per coloro che ripartano, che sia una struttura stabile e strutturale nel tempo, capace di attrarre investimenti e nuove energie. Un centro di vitalità che da Messina si connette ad una rete regionale che coinvolga diversi attori della filiera turistica e diventa richiamo per tutta la Sicilia. Un’idea che è stata pensata in questi anni e che comincia a prendere forma.

Messina tra 10 anni
Immagino una città che abbia saputo riconnettere le proprie potenzialità: una Messina moderna, verde, connessa e inclusiva. Una città che guarda al mare come motore di sviluppo, che valorizza la cultura e la ricerca, e che offre ai suoi giovani le condizioni per restare e contribuire al suo futuro. Una città che abbia fiducia nei suoi figli e non li lascia andare via.
Il Ponte sullo Stretto è un tema centrale, ma non l’unico. Come pensa che questa (eventuale) grande opera possa influenzare la città?
L’eventuale realizzazione del Ponte sullo Stretto rappresenta un progetto infrastrutturale di grande portata anche per il turismo. Questa è una realtà innegabile. Ma occorre una visione strategica della città nel contesto euro-mediterraneo che in questo momento non mi sembra percepito appieno.
Quali altre leve di sviluppo (complementari o alternative) vede per il territorio, sulle quali si dovrebbe puntare in via prioritaria (cultura, turismo, università…)?
Il futuro sviluppo del territorio dovrebbe poggiare su una strategia multilivello produttivo dirette alla diversificazione economica e alla sostenibilità del tessuto sociale e ambientale della Città quali per esempio:
investire nel capitale umano e nella conoscenza, valorizzando il ruolo dell’università e della ricerca.
Investire sulla logistica portuale, sull’economia del mare, sulla transizione ecologica e la digitalizzazione dei servizi.
Su un piano strategico di destinazione turistica che ruoti attorno allo Stretto e al Porto.
Cosa direbbe ai Messinesi/giovani che oggi guardano con incertezza al futuro a Messina?
Comprendo, a volte, che l’incertezza è un sentimento umano, ma anche il punto da cui può partire il cambiamento. Ai giovani, lo dico in aula ai miei studenti universitari, “non aspettate che qualcuno costruisca il futuro al posto vostro. Se dovete o volete andare fuori, studiate, formatevi, realizzatevi ma ritornate con un bagaglio ricco di esperienze professionali, nuove conoscenze e competenze perché la Città, solo cosi, può tornare a essere un luogo di bellezza e di opportunità”. Occorre avere visione e coraggio.
Quale è la sua speranza più grande per la città?
Spero in una Messina che riscopra la propria identità: la capacità di unire tradizione e innovazione, memoria e futuro.
Come può il turismo diventare motore di sviluppo per Messina? Vede dei segnali positivi per puntare in città sul turismo?
Il turismo può costituire per Messina un autentico motore di sviluppo integrato, capace di generare impatti economici, occupazionali e culturali significativi. La città dispone di un patrimonio paesaggistico e identitario di grande valore, che include lo Stretto, i siti monumentali, le tradizioni religiose e una posizione strategica nel cuore del Mediterraneo.
Negli ultimi anni si sono registrati segnali incoraggianti: la crescita del traffico crocieristico, il ritorno di eventi culturali e sportivi di rilievo, e alcuni interventi di rigenerazione urbana che restituiscono spazi alla collettività. Questi elementi indicano una crescente consapevolezza del ruolo che il turismo può avere nella visione e costruzione di un nuovo modello di sviluppo turistico in ottica anche di destinazione turistica regionale.
Pensa che la città sia già pronta a fare un salto di qualità da questo punto di vista?
Ritengo che Messina si trovi in una fase di crescita, ma per un salto di qualità si richiede una visione strategica condivisa. È necessario che istituzioni, università, operatori turistici, operatori economici e comunità locale convergano verso un progetto comune di fruizione turistica, appunto come accennavo prima sul “piano turistico strategico di destinazione”. Ma prima occorre crederci.
La formazione professionale, l’aggiornamento continuo dei professionisti dell’accoglienza, nonché della comunicazione turistica digitale del territorio, sono tra gli aspetti imprescindibili per essere competitivi in un mercato turistico internazionale. Il turismo non si improvvisa e non può e non deve essere affidato a chi dimostra solo di avere buona volontà.
Nel contesto metropolitano ricco di forti attrattori turistici (Taormina, Eolie, Milazzo, Capo d’Orlando ecc.), come può inserirsi Messina? O come può sfruttare la vicinanza con mete così note a livello globale?
Bisogna lavorare sulla cultura della rete, sul fare sistema. I tre poli turistici devono essere considerati una risorsa. L’obiettivo dovrebbe essere quello di costruire un’offerta turistica integrata e diversificata in grado di proporre diverse esperienze di viaggio.
L’imprenditoria messinese di cosa ha bisogno per rilanciare in maniera forte il turismo cittadino?
Occorre rafforzare gli incentivi per l’imprenditoria turistica. In particolare sull’ospitalità declinata in posti letto e sulla balneazione declinata in spiagge, due asset importanti per lo sviluppo occupazionale del nostro territorio.